Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

08 novembre 2011 / Lionel Peyraud - Trad. Stefano Zanini

 

Tempesta con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo

 

Alle ore 13 del 7 novembre, la zona depressionaria centrata nei pressi delle Baleari è stata classificata ufficialmente dal Satellite Analysis Branch del NESDIS/NOAA come depressione tropicale con il nome 01M/99L. A seguito della marcata intensificazione di questo sistema, alle 19 del 7 novembre si è passati al grado di "tempesta tropicale". Infatti i venti al suolo erano dell'ordine di 40 nodi, mentre la pressione atmosferica al centro della depressione era compresa tra 1000 e 1005 hPa.

 

Si tratta di un sistema subtropicale di tipo ibrido comunemente chiamato T.M.S. (Tropical like Mediterranean Storm) o TLC (Tropical like Cyclones), conosciuto anche sotto il nome di "Medicane". Questi sistemi, pur mostrando delle caratteristiche tipiche dei cicloni tropicali nettamente più pronunciate rispetto alle consuete depressioni del Mediterraneo, non rappresentano dei sistemi tropicali veri e propri.

 

Animazione del satellite (canale visibile ad alta risoluzione)

Animazione di immagini riprese dal satellite MSG (canale visibile ad alta risoluzione) della depressione subtropicale "01M" situato nel pomeriggio dell'8 novembre al largo delle coste francesi. In particolare è ben visibile lungo il suo fianco nordorientale il denso corpo nuvoloso, nel quale si sono verificati fenomeni temporaleschi.

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Come si forma un ciclone tropicale ?

I criteri e gli ingrendienti indispensabili per lo sviluppo di un ciclone tropicale sono i seguenti:

- Acqua del mare sufficientemente calda (oltre i 26 gradi fino a una profondità di almeno 50 metri)

- presenza di una massa d'aria instabile

- forte umidità negli strati medi e bassi dell'atmosfera

- forza di Coriolis di una certa intensità in grado di generare una circolazione depressionaria (posizione non troppo vicina all'equatore)

- flusso convergente al suolo in grado di innescare una circolazione depressionaria

- tagli di vento con l'altitudine (cambiamento della forza e della direzione del vento al variare della quota) deboli o assenti.

 

Quando questi criteri sono soddisfatti, si può sviluppare un cosiddetta "depressione tropicale" caratterizzata da una circolazione chiusa, nella quale la velocità del vento non supera però i 60 km/h. Con velocità del vento superiori, si parla di una "tempesta tropicale". Con velocità superiori ai 115 km/h orari, il sistema perturbato viene chiamato "ciclone", denominato nell'Atlantico anche "uragano" (hurricane).

Questi sistemi si sviluppano tipicamente sopra i mari tropicali sufficientemente lontani dall'equatore per permettere alla forza di Coriolis (necesaria per lo sviluppo di una circolazione) di poter agire, premesso che anche le altre condizioni necesarie siano contemporaneamente soddisfatte.

 

Contrariamente alle zone di bassa pressione delle medie latitudini (cicloni extratropicali) che traggono la loro energia da forti contrasti termici tra aria di origine subtropicale e masse d'aria provenieneti dalle regioni polari, i cicloni tropicali vengono alimentati dall'energia fornita dal calore che scaturisce dai processi di condensazione (calore latente di condensazione) nella massa d'aria calda e molto umida nella quale si sviluppano.

 

Il calore così liberato fa sì che i cicloni tropicali sono dei cosiddetti sistemi a "nucleo caldo", mentre le depressioni tipiche delle nostre latutudini presentano un nucleo di aria fredda al loro interno.

 

Talvolta si parla di "cicloni subtropicali". Ciò fa riferimento a quei sistemi che presentano caratteristiche ibride, cioè con caratteristiche sia di un ciclone tropicale, sia di una depressione delle medie latitudini. 

 

 

Schema sull'evoluzione da perturbazione tropicale a uragano.

Lo schema soprastante illustra l'evoluzione da perturbazione tropicale a uragano (fonte: NOAA).

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Trasformazione di una depressione delle medie latitudini in una depressione con caratteristiche tropicali.

I cicloni tropicali si sviluppano prevalentemente in quelle regioni del globo dove tutte le condizioni necessarie sono soddisfatte (per esempio lungo il fianco meridionaledell'anticiclone delle Azzorre, nelle cosiddette "easterly waves"). Vi sono però anche dei casi in cui i resti di una depressione delle medie latitudini danno origine a una depressione con caratteristiche tropicali.

 

La depressione che ha appena interessato il Mediterraneo occidentale, è scaturita proprio dalla trasformazione della depressione delle medie latitudini di nome "Rolf" che ha causato estese precipitazioni dalla Fancia al Norditalia e alle nostre regioni in una tempesta tropicale.

 

La temperatura dell'acqua nella regione in cui si è sviluppata la depressione chiamata "Rolf" era con i suoi 20 gradi sensibilmente inferiore rispetto al valore minimo necessario per lo sviluppo di un ciclone tropicale. Gli intensi processi di condensazione attorno al centro della depressione, hanno però fornito energia in modo sufficiente perchè potesse formarsi un nucleo caldo caratteristico di una tempesta tropicale.

 

Differenza tra ciclone tropicale e depressione delle medie latitudini

Le immagini soprastanti illustrano la differenza tra un ciclone tropicale e una depressione delle medie latitudini. Contrariamente alle depressioni delle nostre latitudini, i cicloni tropicali si sviluppano in regioni prive di contrasti termici e traggono la loro energia dal calore di condensazione (calore latente), formando così un nucleo caldo. (Merrill 1993)

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Frequenza di depressioni a carattere tropicale nel Mediterraneo

I cicloni tropicali, pur rappresentando nel Mediterraneo un fenomeno piuttosto raro, vengono osservati con una certa regolarità. Le loro dimensioni restano però modeste, non essendo pienamente soddisfatte le condizioni necessarie al loro sviluppo menzionate all'inizio di questo articolo. Particolare menzione meritano la temperatura dell'acqua troppo bassa, tagli di vento troppo marcati o il mancato meccanismo d'innesco. Sono questi fattori a ostacolare lo sviluppo regolare di questo tipo di sistemi nell'area mediterranea.

 

Segue una lista dei cicloni tropicali osservati nell'area mediterranea negli ultimi 20 anni:

  

- dal 14 al 18 gennaio 1995 nel Mediterraneo centrale

- dall'11 al 13 settembre 1996 nel Mediterraneo occidentale
- dal 6 al 11 ottobre 1996 nel Mediterraneo centrale e occidentale
- dal 25 al 28 maggio 2003 nel Mediterraneo occidentale
- dal 17 al 19 ottobre 2003 nel Mediterraneo occidentale
- dal 26 al 29 ottobre 2005 nel Mediterraneo centrale
- dal 13 al 16 dicembre 2005 nel Mediterraneo centrale e occidentale
- settembre del 2006

 

I "Medicane" hanno ben poco in comune con le forti e devastanti depressioni invernali come per esempio "Lothar". Quest'ultime, infatti, non sono altro che cicloni delle medie latitudini particolarmente intensi, alimentati da forti contrasti termici e conseguenti forti correnti in quota.

Pur essendo in grado di raggiungere velocità del vento simili a quelle registrate nei cicloni tropicali (p. es. uragani), il termine "uragano" per le "nostre" tempeste invernali è errato, in quanto la struttura, l'origine e il ciclo di vita di questi due tipi di cicloni sono fondamentalmente diversi.

 

 

Ulteriori informazioni

 

Scala di Saffir-Simpson

Scala di misura per sistemi tropicali

Modello locale COSMO: temperatura a 700 hPa

Temperatura e isoipse del modello COSMO 7 a 700hPa alle 7 dell'8 novembre 2011

Modello locale COSMO 7: velocità del vento al suolo

Analyse des vents proche du sol du modèle COSMO 7 à 7 heures locales le 8 novembre 2011. Les vents circulant autour du système (sub)tropical en Méditerranée sont clairement visibles avec des valeurs de pointes entre 40 et 45 noeuds.

Modello locale COSMO 7: isobare e vento al suolo

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